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Il crepuscolo degli idoli

Giovedì 15 maggio alle 18.00 nella sala del Centro Sociale l’ADEI ha organizzato un incontro con il prof Davide Schiffer che ci ha parlato delle sue  ‘Riflessioni in treno su scienza ed esistenza’, argomento del suo ultimolibro. Davide Schiffer è oggi uno dei più illustri neuroscienziati a livello internazionale .Già Direttore della Clinica Neurologica e del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino,  ora a capo del Centro di Ricerche di Neuro- Bio- Oncologia del Policlinico di Monza, con sede a Vercelli. Ma soprattutto non è nuovo agli incontri Adei in quanto scrittore di molti libri tra umanesimo e scienza. Anni fa ne presentammo il primo, autobiografico e per molti versi storico: ‘Non c’è ritorno a casa….Memorie di vite stravolte dalle leggi razziali’. Delle quali egli fu vittima a soli 16 anni, con la deportazione e la morte a Auschwitz del padre, la conseguente fuga con la famiglia, la partecipazione alla guerra partigiana, la miseria del dopo guerra ed il condizionamento delle sue scelte di studio: filosofia, molto amata come tutta la cultura umanistica, o scienza? E scienza fu, per l’impellente desiderio di capire il cervello umano e le sue aberrazioni. In realtà non fu una scelta vera tra anima o corpo, ma un preziosissimo persistente bilanciamento tra i due, come provano le centinaia di scritti scientifici e quelli, non pochi, di più accessibile lettura. L’ultimo, ‘Il crepuscolo degli idoli’  altro non è se non la mutevole, variegata ‘riflessione’ durante il quotidiano percorso Torino/Vercelli e ritorno. Scorrono le stagioni e l’aspetto della natura osservata dal finestrino del treno muta, come mutano ogni giorno i compagni di viaggio, i pensieri su di essi e quelli introspettivi, i brevi appisolamenti popolati di sogni, miniera del passato. Il lettore  a poco a poco diviene anch’egli compagno di percorso, partecipa alla frustrazione della  ‘perdita del ruolo’, si entusiasma a quella ‘sfida eccitante’ che è la nuova ricerca, coronata  dal successo, ‘un successo con scadenza’ però. La vecchiaia, già causa della perdita del ruolo, anche se per ora ‘ non-brutta’, prima o poi è destinata ad incontrare ‘Magna Catlina’, cioè la morte, secondo la bonaria definizione della nonna  piemontese. ‘Tristissimo’ ,penserete per un pubblico non proprio giovane. Non è stato così. Le risposte dello scienziato alle domande pertinenti e incalzanti hanno reso il tema interessante al di là del bene e del male a livello individuale. Ottimo l’apericena, vera e propria cena, gustata da pochi eletti che si sono fermati fino oltre le  21.   Sandra Reberschak Furlotti